Sostenibilità

Sostenibilità

Le nostre scelte sono sempre state guidate dagli stessi Valori che ci hanno consentito di crescere dalla fondazione ad oggi

Lettera agli stakeholder

Percorrendo le vaste e modernissime strade e autostrade cinesi si nota una particolarità: le targhe delle automobili possono essere di colore verde o blu; verdi per le auto elettriche e blu per quelle a combustione interna. Ebbene, è piuttosto evidente che quelle “ecologiche” sono ormai in netta maggioranza. La Cina, quindi, sta spingendo fortemente in tale direzione.

Cosa succede invece in altre parti del mondo?

In alcune regioni si è partiti applicando inizialmente regole molto stringenti (forse troppo) per il passaggio ad autovetture a zero emissioni ed è in corso un enorme dibattito sull’opportunità di alleviare queste regole, e di dilatarne i tempi di attuazione, per arginare la crisi epocale dell’industria automotive (ma siamo sicuri che questo approccio abbia una logica?).

In altre aree invece la transizione ecologica (e non solo) viene “guidata” più da questioni ideologiche, ma anche economiche di brevissimo termine, piuttosto che da un dibattito basato su scienza e tecnologia.

Altrove, invece, è necessario affrontare macro-questioni ambientali e strutturali che vanno ben al di là dell’adozione o meno dell’auto elettrica, e quindi il tema non è una priorità.

È evidente, con tutta probabilità, che in conseguenza di ciò la Cina avrà la leadership assoluta delle nuove tecnologie di trazione. Il che avrà un grande impatto a livello globale, tenendo conto che in qualche decennio la maggior parte delle vetture saranno elettriche e dunque le aziende cinesi saranno necessariamente le principali protagoniste del mercato. 

Per inciso, per buona pace di coloro che sostengono che l'auto elettrica non sia la soluzione più ecologica, ad oggi questa tecnologia ha un impatto carbonico inferiore ad almeno il 50% rispetto al motore a combustione interna (l'iniziale incidenza ambientale nella costruzione dei veicoli si compensa infatti in meno di 35.000 km di percorrenza a emissioni zero). 1

Quanto premesso fino a qui mi porta ad evidenziare un semplice concetto: nelle tematiche ambientali è necessario essere pragmatici ed avere una visione di lungo termine. Esiste un problema evidente, il cambiamento climatico. Proviamo a risolverlo e attorno ad esso cerchiamo di costruirci un’opportunità di business, come sta facendo la Cina.

Questo è anche l’approccio che stiamo portando avanti nel nostro Gruppo. Già da qualche anno stiamo offrendo ai nostri clienti driveline per veicoli a trazione elettrica (si pensi alla trasmissione THE per light construction equipment) e attualmente stiamo partecipando a vari progetti di ricerca e sviluppo sul tema della trazione elettrica off-highway sia in India ed Europa, oppure agli ingranaggi speciali destinati a camion elettrici.

Nel breve tutto ciò non ci porterà un immediato significativo beneficio economico-finanziario, ma sicuramente quando queste nuove generazioni di veicoli inizieranno a rappresentare una quota di mercato significativa saremo in prima fila con le nostre tecnologie, e allora da un lato potremo contribuire a diminuire l'impatto ambientale nei nostri settori di riferimento e dall'altro avremo l'opportunità di generare nuove prospettive di business.

Allargando l'orizzonte, il Gruppo Carraro sta investendo molto in diverse azioni di contenimento delle emissioni derivanti dai processi produttivi (pannelli fotovoltaici ed acquisto energia da fonti rinnovabili, macchinari più efficienti, progetti di circolarità) ma sono certo che il contributo più importante in questo senso verrà proprio dallo sviluppo di nuovi prodotti sempre più sostenibili fino ad arrivare alla ideale driveline a impatto zero.

Fondamentale in questo percorso è il progetto di calcolo di impatto carbonico di prodotto (Product Carbon Footprint) che abbiamo avviato: capire chi siamo per sapere dove andare.

Tornando alle targhe verdi o blu, perché in Cina hanno fatto questa scelta? Perché, come sempre, la differenza la fanno le persone e non basta offrire tecnologie ma è necessario anche sensibilizzare la popolazione a adottare soluzioni compatibili con uno sviluppo sostenibile. E progressivamente quante più targhe verdi circoleranno tante più persone saranno stimolate a considerare l’acquisto di vetture elettriche. Infatti, come dice un noto proverbio cinese “Ci vuole un decennio per coltivare gli alberi, ma un secolo per coltivare gli esseri umani”.

Ho deciso di dedicare gran parte di questa lettera alla E (Environment) dell’acronimo ESG perché sia il dibattito, sia le scelte che oggi si stanno facendo a livello globale su questo tema mi sembrano quanto meno confuse. Noi, però, dobbiamo guardare oltre e non lasciarci distrarre, mantenendo il nostro pensiero e le nostre strategie verso la sostenibilità ambientale.

Ma non si esaurisce tutto qui. Perché, come bene spiegato anche nella lettera dell'Amministratore Delegato, tutte e tre le dimensioni della Sostenibilità (e quindi anche Impatto Sociale - S e Governance - G) rimangono fondamentali, a pari livello, delle strategie attuali e future del Gruppo Carraro.


  1. Rassegna bibliografica di studi LCA per il trasporto privato di persone con autoveicoli leggeri: mobilità elettrica, ibrida e a combustione interna”, Prof. Bruno Notarnicola, Consigliere scientifico del Ministero della Transizione Ecologica sulle tematiche del Life Cycle Assessment nel campo dell’energia e dei trasporti, settembre 2022. Pag. 42. ↩︎


Tomaso Carraro
Vicepresidente
Chief CSR Officer



Cari Stakeholder, 

Il 2025 rappresenta per Carraro un anno di svolta, un passo deciso verso un modello industriale in cui sostenibilità, innovazione e competitività viaggiano insieme con naturalezza. È l’anno in cui il nostro percorso di sostenibilità entra in una nuova fase strategica, grazie all’evoluzione del relativo Piano 2025-2027, frutto del lavoro congiunto del Comitato ESG e di tutte le funzioni aziendali. 

Abbiamo avviato progettualità che guidano con chiarezza e misurabilità il nostro impegno per clima e ambiente, innovazione sostenibile, supply chain responsabile, persone e inclusione. Un quadro che ci permette di operare con un approccio strutturato, credibile e pienamente allineato agli standard internazionali. 

Quest’anno abbiamo dunque compiuto passi importanti in tutte le dimensioni della sostenibilità. Abbiamo completato e validato una nuova Governance ESG, definito la roadmap di attuazione e allineato tutte le progettualità ai risultati dell’assessment esterno. 

Sul fronte ambientale, il 2025 ha registrato significativi passi in avanti: l’ampliamento degli impianti fotovoltaici, gli interventi di efficienza energetica, la digitalizzazione dei sistemi di monitoraggio e le prime sperimentazioni tecnologiche per predisposizioni all’utilizzo dell’idrogeno negli impianti termici legati alla produzione di ingranaggi. 

A ciò si aggiunge il consolidamento del nostro impegno nella riduzione dell’impronta ambientale dei prodotti, grazie all’avvio del progetto di Product Carbon Footprint e a un crescente orientamento all’ecodesign. 

I riconoscimenti esterni confermano la direzione intrapresa: tra tutti possiamo citare Ecovadis che ci ha attribuito lo score ESG Advanced - Silver Medal, con un punteggio che migliora per il quarto anno di fila. 

Il 2025 è stato anche l’anno di una nuova centralità delle persone. Progetti come la Sustainability Academy, i programmi formativi trasversali, l’evoluzione della leadership e il rafforzamento del Young Advisory Board (composto da persone Carraro under 32) hanno permesso di ampliare competenze, coinvolgimento e visione intergenerazionale. L’impegno verso un ambiente di lavoro inclusivo è stato ulteriormente consolidato, rendendo la partecipazione e il benessere elementi distintivi della nostra cultura. 

Accanto allo sviluppo interno, il 2025 è stato ricco di iniziative che hanno ulteriormente rafforzato l’identità del Gruppo, come il roadshow internazionale The Carraro Spirit (per la condivisione della nuova carta valoriale Carraro), o come Carraro Cultura (il progetto del Gruppo nato per valorizzare l’identità artistica e culturale dell’azienda), la partecipazione a Open Factory (evento che ci ha visto aprire le porte dei nostri stabilimenti di Maniago a oltre 1600 visitatori) e l’ingresso in MUNER, la Motor Valley University dell’Emilia-Romagna. 

La digitalizzazione dei processi aziendali ha compiuto un salto di qualità grazie a progetti come OutIT, che ha visto la migrazione dei nostri server in infrastrutture TIER4, garantendo massima sicurezza e continuità operativa. Parallelamente, tra i tanti progetti avviati di trasformazione digitale, abbiamo rafforzato il nostro modello di AI responsabile, attraverso iniziative mirate all’uso etico di queste tecnologie emergenti anche grazie ad un mirato percorso di formazione. 

I traguardi raggiunti nel 2025 raccontano un’azienda più resiliente, più competitiva e più consapevole del proprio ruolo nel mondo. Il percorso è sfidante, e continuerà a esserlo, ma la direzione è chiara: integrare la sostenibilità in ogni processo, in ogni decisione e in ogni relazione con i nostri stakeholder. 

Desidero ringraziare ciascuno di voi - collaboratori, clienti, partner, comunità - per il contributo quotidiano a questa trasformazione. È grazie alla vostra fiducia e al vostro impegno che Carraro può guardare al futuro con determinazione e fiducia.

Andrea Conchetto
Chief Executive Officer

Per maggiori approfondimenti consulta il nostro Report di Sostenibilità.